2015: l’anno peggiore per il Brasile

Nel 2010 il Brics (Brasile Russia India Cina Sudafrica) cresceva a dismisura con un PIL del 7,9% ma ora il Brasile è in crisi e anche il governo che lo porta avanti. Com’è possibile?

Solo in quest’anno i disoccupati sono diventati 1 milione, l’inflazione è quasi del 10%, il PIL continua a crollare, gli investimenti diminuiscono e ribassano anche i titoli brasiliani, e il governo presenta un falso in bilancio dell’anno 2014 e rischia l’impeachment. Il falso si calcola di circa 35 miliardi di euro al cambio di fine 2014, e in più la corruzione dilaga.

Infatti sembra ci sia una tangentopoli enorme che parte da Petrobas, impresa petrolifera utilizzata al solo scopo di far cassa per pagare le tangenti alla coalizione.

La crisi è dettata da scelte politiche sbagliate e dall’utilizzo inappropriato dei soldi per opere pubbliche mai finite all’epoca dei Mondiali di Calcio 2014 a cui si sommeranno quelle delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Inoltre, la contrazione del PIL stimata al 3% non aiuta gli investimenti e non parla di miglioramenti futuri, anche c’è chi diversamente da quanto si immaginerebbe, pensa che questo momento di maggior tensione e di quasi sicuro default possa essere un ottimo investimento futuro.

Il Brasile è in balia della crisi provocata dal Governo Rousseff , possiamo solo restare a guardare e sperare che il paese recuperi le forze per crescere di nuovo come nel 2010.

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