I centri di fecondazioni assistite

La fecondazione artificiale o assistita è un metodo al quale molte coppie che presentano problemi di infertilità o malattie geneticamente trasmissibili, vorrebbero sottoporsi nel momento in cui desiderano un figlio. Il dibattito bioetico riguardo all’uso di questa tecnica, in particolare relativamente fecondazione eterologa (dove il donatore di seme è una persona esterna alla coppia), la clonazione e commercializzazione di embrioni, ha portato a severe restrizioni in Italia.
Come riportato nel sito http//:www.fecondazionassistite.com, diversi studi hanno confermato la sicurezza nel ricorso di queste pratiche, ma rivolgersi al giusto centro specializzato è di fondamentale importanza.
Dove rivolgerci in Italia
In Italia, in seguito alla Legge 40, varata nel febbraio del 2004, è consentita la pratica della fecondazione assistita alle coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, sposate e conviventi in età potenzialmente fertile ma con infertilità certificata da un medico. Non è possibile l’utilizzo di gameti provenienti da donatori esterni, in quanto secondo la morale cattolica, minano il vincolo sacro dell’unione di coppia.
Le coppie che rispondono a tali requisiti, dovranno scegliere accuratamente il centro specializzato a cui rivolgersi, in quanto si tratta di un percorso intimo e delicato. Innanzitutto, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o ginecologo, che è a conoscenza della nostra storia clinica, e può consigliarci i migliori centri specializzati della zona. Rivolgersi ai centri pubblici potrebbe essere una valida alternativa, se non fosse per i possibili lunghissimi tempi di attesa e i mesi di pausa tra un tentativo e l’altro in caso il primo non andasse a buon fine. Ideale è la scelta di un centro non troppo lontano da casa, dato che il percorso della fecondazione assistita è complesso, da un punto di vista psicologico e fisico, e aggiungere difficoltà pratiche, come giornate di lavoro perse dovute a grandi spostamenti, non alleggerisce il carico.
Dove rivolgerci all’estero
Se invece le nostre necessità ci spingono a cercare un centro di fecondazione assistita all’estero, a causa delle restrizioni presenti in Italia, è necessario fare ancora più attenzione. I Paesi maggiormente frequentati dal cosiddetto turismo procreativo, sono Svizzera, Spagna e Inghilterra.
Prima di avventurarsi nei vari viaggi e conseguenti stress e disagi, assicurarsi che in Italia non vi siano analoghe possibilità. Spesso la scarsa conoscenza di norme e leggi, porta a cercare all’estero pratiche che invece, solo informandosi meglio, si scoprono possibili anche all’interno del nostro paese.
In caso così non fosse, una accurata ricerca prima di scegliere il centro in cui vogliamo portare avanti il nostro percorso di fecondazione assistita, è imprescindibile. Il contatto diretto con questi centri, o il consiglio di persone di fiducia è sicuramente l’opzione migliore, ma possiamo trovare numerose informazioni anche su vari forum online, dove moltissime altre persone nella stessa situazione, stanno lottando per avere un figlio.

Il perchè delle cellule staminali

La ricerca sulle cellule staminali ferve nei laboratori di tutto il mondo. Come afferma il sito www.cellulastaminale.net, è ormai unanimemente riconosciuto che permettono di trattare numerosissime patologie, la maggior parte delle quali altrimenti sarebbero incurabili. Tra queste possiamo citare le più famose, come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla o la distrofia muscolare, ma sono solo alcuni nomi di una larga lista. Attualmente il principale obiettivo degli scienziati di tutto il mondo è quello di trovare le giuste tecniche per ottenere cellule staminali in gradi di differenziarsi in qualsiasi tipo di cellula. Quando questo obiettivo sarà raggiunto, le possibilità di utilizzo delle cellule staminali aumenteranno esponenzialmente e in diversi campi. I test antidroga potrebbero essere uno di questi, o la messa a punto di nuovi farmaci per la lotta contro le malattie cardiache.
Le cellule staminali, inoltre, hanno un’elevata capacità di alleviare sofferenze di malattie e lesioni. Per procedere a effettuare terapie attraverso cellule staminali, è necessario prendere in considerazione alcuni fattori. Innanzitutto è necessario prestare attenzione alle cellule staminali prescelte per essere immesse nel paziente, in modo da rendere minimi i rischi di rigetto e che vengano inviate nella posizione dell’organismo desiderata. In seguito è fondamentale la realizzazione di metodi di controllo per monitorare il processo di differenziazione delle cellule staminali al fine di garantire il loro sviluppo nella tipologia di tessuto richiesta.
Una delle principali applicazioni delle cellule staminali riguarda la rigenerazione di tessuti danneggiati o infermi che altrimenti dovrebbero essere asportati dal organismo. Anche organi del corpo danneggiati da età o malattie possono essere riparati grazie all’utilizzo di cellule staminali, che hanno il potere di rigenerare all’interno di essi nuove cellule e tessuti in buona salute, effettuando un processo di rinnovamento che permetta di ripristinare la corretta funzionalità dei tessuti. La medicina rigenerativa è un settore emergente della medicina, il cui obiettivo è il ripristinamento di tessuti danneggiati da gravi lesioni o malattie croniche che non riescono a curarsi da soli. Ad aumentare l’interesse nel settore rigenerativo, inoltre, è la sempre più crescente crisi nel tradizionale trapianto di organi, così come l’invecchiamento della popolazione.
Un trapianto di cellule staminali aiuta l’organismo alla produzione di sani globuli bianchi e rossi, e a ridurre drasticamente il rischio di infezioni e anemie. Il trapianto di cellule staminali è anche conosciuto sotto il nome di trapianto di midollo osseo. A tal fine possono essere utilizzate le cellule del proprio organismo o di un donatore adatto.

Fotovoltaico, dal selenio al silicio

Nel 1953, presso i famosi Laboratori Bell, il fisico Gerald Pearson, studiando il silicio e le sue possibili applicazioni nell’elettronica, ne costruì involontariamente una cella solare, molto più efficiente di quella al selenio. Successivamente Darly Chapin, un altro studioso della Bell, dimostrò che l’efficienza della cella in silicio era pari al 2.3%, cioè 5 volte superiore al quella della cella realizzata al selenio, con efficienza dello 0.5%. Il selenio fu quindi abbandonato in favore del silicio.
Ebbe così inizio nel New Jersey (USA) il cosiddetto fotovoltaico detta di “prima generazione”. Il 1954 è l’anno la a cui viene fatta risalire l’invenzione.
Cella fotovoltaica al silicio
La cella fotovoltaica è un dispositivo che utilizza il fenomeno dell’effetto fotovoltaico per convertire direttamente la radiazione solare in energia elettrica, come riporta questo sito.
I fotoni che compongono la luce solare non sono tutti equivalenti: essi devono possedere un’energia superiore ad un certo valore minimo (definito Energy Gap, EG) per poter essere assorbiti e partecipare al processo di conversione. In caso non si superasse tale valore minimo, che varia a seconda del materiale di cui è costituita la cella, il fotone attraversa tutto lo spessore del dispositivo senza innescare il processo di conversione.
Come funziona una cella?
Il meccanismo con cui la cella trasforma l’energia solare in energia elettrica è lo stesso per tutti i materiali. Si consideri la cella fotovoltaica al silicio cristallino: l’atomo di silicio è costituito da 14 elettroni, 4 dei quali sono di valenza e possono perciò partecipare a interazioni con altri atomi. Ogni atomo, in un cristallo di silicio puro, è legato ad altri 4 in modo covalente. Quindi in un cristallo di silicio puro due atomi affiancati hanno in comune una coppia di elettroni. Si crea in tal modo un forte legame elettrostatico tra un elettrone e i due atomi che tiene uniti. Il legame può essere spezzato tramite una quantità di energia tale da permettere ad un elettrone di passare ad un livello energetico superiore, cioè dalla banda di valenza a quella di conduzione. Qui è libero di spostarsi, contribuendo al flusso di elettricità. Passando a un livello energetico superiore, l’elettrone crea una buca, cioè una lacuna dove manca un elettrone. Ogni elettrone che capita in prossimità della lacuna può occuparla, cedendo una parte dell’energia cinetica che possedeva sotto forma di calore.

I centri di fecondazioni assistite

La fecondazione artificiale o assistita è un metodo al quale molte coppie che presentano problemi di infertilità o malattie geneticamente trasmissibili, vorrebbero sottoporsi nel momento in cui desiderano un figlio. Il dibattito bioetico riguardo all’uso di questa tecnica, in particolare relativamente fecondazione eterologa (dove il donatore di seme è una persona esterna alla coppia), la clonazione e commercializzazione di embrioni, ha portato a severe restrizioni in Italia.
Come riportato nel sito http//:www.fecondazionassistite.com, diversi studi hanno confermato la sicurezza nel ricorso di queste pratiche, ma rivolgersi al giusto centro specializzato è di fondamentale importanza.
Dove rivolgerci in Italia
In Italia, in seguito alla Legge 40, varata nel febbraio del 2004, è consentita la pratica della fecondazione assistita alle coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, sposate e conviventi in età potenzialmente fertile ma con infertilità certificata da un medico. Non è possibile l’utilizzo di gameti provenienti da donatori esterni, in quanto secondo la morale cattolica, minano il vincolo sacro dell’unione di coppia.
Le coppie che rispondono a tali requisiti, dovranno scegliere accuratamente il centro specializzato a cui rivolgersi, in quanto si tratta di un percorso intimo e delicato. Innanzitutto, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o ginecologo, che è a conoscenza della nostra storia clinica, e può consigliarci i migliori centri specializzati della zona. Rivolgersi ai centri pubblici potrebbe essere una valida alternativa, se non fosse per i possibili lunghissimi tempi di attesa e i mesi di pausa tra un tentativo e l’altro in caso il primo non andasse a buon fine. Ideale è la scelta di un centro non troppo lontano da casa, dato che il percorso della fecondazione assistita è complesso, da un punto di vista psicologico e fisico, e aggiungere difficoltà pratiche, come giornate di lavoro perse dovute a grandi spostamenti, non alleggerisce il carico.
Dove rivolgerci all’estero
Se invece le nostre necessità ci spingono a cercare un centro di fecondazione assistita all’estero, a causa delle restrizioni presenti in Italia, è necessario fare ancora più attenzione. I Paesi maggiormente frequentati dal cosiddetto turismo procreativo, sono Svizzera, Spagna e Inghilterra.
Prima di avventurarsi nei vari viaggi e conseguenti stress e disagi, assicurarsi che in Italia non vi siano analoghe possibilità. Spesso la scarsa conoscenza di norme e leggi, porta a cercare all’estero pratiche che invece, solo informandosi meglio, si scoprono possibili anche all’interno del nostro paese.
In caso così non fosse, una accurata ricerca prima di scegliere il centro in cui vogliamo portare avanti il nostro percorso di fecondazione assistita, è imprescindibile. Il contatto diretto con questi centri, o il consiglio di persone di fiducia è sicuramente l’opzione migliore, ma possiamo trovare numerose informazioni anche su vari forum online, dove moltissime altre persone nella stessa situazione, stanno lottando per avere un figlio.

Energia elettrica: notizioni di base

L’energia elettrica viene utilizzata ogni giorno da tutti noi. Ma in quanti sanno spiegare che cos’è? Diamo un’occhiata ai principi base che definiscono questa forma di energia, fonte di numerose e essenziali applicazioni all’interno della nostra vita quotidiana. Gran parte della società moderna si basa di fatto sulla produzione e distribuzione di energia elettrica, che viene prodotta principalmente tramite uso di vapore in pressione che si espande in una turbina e mette in rotazione un alternatore.
L’origine della parola elettricità arriva dal greco elektron, ovvero ambra. Tale termine sta ad indicare la proprietà manifestata da alcuni materiali nel elettrizzarsi se strofinati da un panno.
Sebbene già gli Antichi Greci avessero constatato l’esistenza di fenomeni elettrici, quali appunto l’attrazione esercitata dallo strofinio dell’ambra, solamente nel Rinascimento iniziarono studi volti a espandere queste conoscenze ed arrivare ad una visione metodologica delle possibili applicazioni. Nel 1600 fu pubblicato presso la corte della regina Elisabetta, il famoso trattato De magnete, ad opera del medico W.Gilbert, dove venivano riassunte e descritte circa 600 esperienze davvero originali che riguardavano fenomeni elettrici. Ovviamente era una visione piuttosto ingenua, ma che contribuì ad aprire la strada a conoscenze sempre più approfondite che ci portarono ai giorni d’oggi. Fu nel Settecento che si è assistito ad una vera e propria esplosione di interesse verso i fenomeni elettrici e le loro implicazioni. È in questo secolo che nasce la elettrologia e si raggiunsero importanti risultati a riguardo.
Il primo generatore elettrico realizzato fu la pila di Alessandro Volta nel 1800, che costituisce il prototipo della batteria elettrica moderna. In generale possiamo definire un generatore di corrente come un bipolo in grado di mantenere una corrente elettrica costante o prefissata fa i suoi poli o morsetti. Sono per lo più dispositivi ideali, che vengono utilizzati per descrivere il comportamento di vari componenti elettronici come ad esempio i transistor.
Nel sito http://www.generatoredicorrente.eu , viene ampiamente approfondito il tema dei generatori di corrente odierni e le loro varie applicazioni.
Intorno al 1830 Faraday diede vita al primo generatore elettromagnetico di corrente elettrica, chiamato oltremodo dinamo o alternatore. Ci riferiamo ad una macchina elettrica rotante il cui funzionamento è basato sul fenomeno dell’induzione elettromagnetica, responsabile della trasformazione di energia meccanica in energia elettica sotto forma di corrente alternata. Gli alternatori trovano utilizzo in un svariato numero di campi, principalmente all’interno di centrali di produzione di energia elettrica, che verrà poi trasformata al fine di consentire il trasporto e la distribuzione ad uso industriale e domestico.

Guida alla scelta di una asciugatrice

Parliamo dell’asciugatrice, elettrodomestico non indispensabile ma davvero utile soprattutto se si ha poco spazio e poco tempo da dedicare alla biancheria appena lavata che deve asciugarsi. L’asciugatrice serve principalmente a questo, ad asciugare grande quantità di biancheria in pochissimo tempo. Chiamata anche “dryer”, l’asciugatrice è amica delle donne e degli uomini di casa che non dispongono dello spazio sufficiente per stendere i panni o che anche disponendola preferiscono la praticità di questo elettrodomestico per non esporre la biancheria allo smog cittadino. L’asciugatrice in poco tempo non solo asciuga alla perfezione i nostri vestiti ma li lascia anche praticamente stirati, senza pieghe, facendoci risparmiare anche il tempo del ferro da stiro. Proseguiamo con una piccola guida in aiuto a chi vuole acquistare una asciugatrice, al fine di capire quale modello sia maggiormente adatto alle sue necessità.
Solitamente le asciugatrici presentano le misure di una lavatrice standard, circa 60x60x85 cm. Esistono anche i modelli più ridotti al fine di guadagnare spazio. Essi sono solitamente larghi 45 cm anziché 60. Le capacità di carico variano tra i 5 e gli 8 kg.
La carica delle asciugatrice può essere frontale, ovvero utilizzando un oblò simile a quello delle lavatrici, oppure con apertura dall’alto, soluzione salvaspazio. Certe asciugatrici a carico frontale vengono anche dotate di uno sportello che nasconde l’oblò al momento della chiusura.
Vari modelli di asciugatrici: è possibile scegliere tra asciugatrici da terra, che verranno incolonnate al di sopra o al di sotto della lavatrice; asciugatrici a parete, provviste di cassetto inferiore dove possiamo riporre detersivi e vestiti; lavasciuga, ovvero lavatrice con incorporazione di asciugatrice.
Funzionamento asciugatrici:
l’asciugatrice utilizza per il suo funzionamento una ventola al fine di aspirare l’aria dall’ambiente circostante e farla passare attraverso una resistenza dove verrà scaldata; questa aria calda successivamente sarà fatta passare nel cestello dove si trova la biancheria che dobbiamo asciugare. Il cestello si muove in modo alternato, in modo da evitare arrotolamenti e pieghe nei vestiti.
L’umidità assorbita verrà espulsa dall’asciugatrice in due differenti modi:
–sotto forma di aria calda nei modelli di asciugatrice a espulsione, evacuabile attraverso un tubo flessibile:
–trasformando l’umidità in acqua mediante un condensatore.
Il condensatore a sua volta può presentare due differenti caratteristiche di utilizzo:
1.presenza di un contenitore estraibile da svuotare e pulire al termine di ogni ciclo;
2. presenza di un sistema di condensazione ad aria fredda espulsa da uno scarico, che può essere lo stesso della lavatrice. In genere sono modelli molto silenziosi.

In preparazione al trattamento di luce pulsata

Quando ci si deve sottoporre a trattamenti medici o estetici, è importante conoscere quali siano le condizioni migliori in cui presentarsi e gli accorgimenti da rispettare. In questo modo è possibile presentarsi alla seduta tranquilli e senza il pericolo di incorrere in spiacevoli inconvenienti molto facili da evitare.
Al fine del buon funzionamento del trattamento di epilazione a luce pulsata il pelo deve presentare una lunghezza intorno ai 0.5 mm, per cui risulta conveniente rasarlo uno o due giorni prima della seduta. In tal modo l’energia luminosa emessa dalla macchina di luce pulsata verrà assorbita facilmente dal follicolo pilifero ma non verrà a diretto contatto con i primi strati di pelle. Una lunghezza di pelo superiore potrebbe causare una dispersione dell’energia luminosa durante il trattamento. Tra una seduta epilativa e la successiva normalmente incorrono due settimane, il tempo necessario affinché il follicolo pilifero assorba al pieno il trattamento. In questo modo si eviteranno eventuali ulteriori sedute causate dal non raggiungimento del risultato desiderato.
È molto importante che i nei vengano protetti durante il trattamento, in quanto potrebbero subire possibili danneggiamenti. Il metodo più sicuro è coprirli con una matita demografica bianca. Controllare inoltre che non ci siano lesioni sulla pelle, eventualità altrettanto pericolosa.
Le zone della pelle tatuate non possono essere esposte al trattamento di luce pulsata, in quanto l’energia emessa dal macchianario potrebbe essere assorbita dall’inchiostro del tatuaggio provocando il rovinarsi di quest’ultimo o, ancora peggio, gravi ustioni epidermiche.
In generale dovrebbero astenersi dal trattamento di epilazione a luce pulsata le persone che presentano tali caretteristiche:
–fotosensibilità o assunzione di farmaci come l’Acheomycin.
–Predispozione della pelle all’insorgere di cicatrici
–epilessia
–pelle particolarmente scura, dovuta ad una lunga esposizione al sole nei giorni immediatamente precedenti al trattamento
–presenza nell’organismo di un pacemaker o defribillatore interno
–presenza di metalli nella zona da trattare
–disturbi cardiaci
–grandi lentiggini nella zona da trattare
–gravidanze e allattamento
–sistema immunitario compromesso, dovuto a malattie immunosoppressive, vedi AIDS o HIV
–diabete e ovaio policistico
–piaghe, psoriasi, eczema, herpes, ustioni, ferite aperte o eruzioni cutanee nella zona da trattare
–eccessiva secchezza o fragilità della pelle
–utilizzo di anticoagulanti
–uso di farmaci o integratori alimentari che inducano fotosensibilità alla luce e lunghezza d’onda utilizzata durante il trattamento
–uso di farmaci stimolanti la crescita del pelo, vedi Minoxidil
–intervento chirurgico recente nella zona del trattamento
–applicazione di anestetici.
Sempre rivolgersi al proprio medico prima di sottoporsi alla Luce Pulsata

Porte scorrevoli, comode ed estetiche

L’utilizzo delle porte scorrevoli non è esclusivamente quello di dividere un ambiente, ma possono costituire anche un prezioso elemento d’arredo. I vari materiali e modelli presenti sul mercato, offrono risposta a ogni tipo di esigenza e la loro comodità è apprezzata in qualsiasi tipo di casa o locale.
Guadagno di spazio con le porte scorrevoli
Quando ci si trova a dover arredare ambienti davvero piccoli, anche lo spazio occupato dall’apertura di una tradizionale porta interna diventa sprecato. Salvaguardare queste superfici, può servire per collocare per esempio mobili e appendiabiti che diversamente dovrebbero essere posti altrove. Le porte scorrevoli risolvono perfettamente questo inconveniente. Sono adatte a cucine, salotti, ma anche a ripostigli e cabine armadio, dove lo spazio è particolarmente ridotto e una porta a battente occuperebbe spazio di vitale importanza.
Porte scorrevoli a scomparsa
Il modello più diffuso di porte scorrevoli è quello a scomparsa, si tratta ovvero di porte che scorrono all’interno della parete. Questa soluzione non sempre è applicabile, in quanto necessita dell’installazione di un controtelaio. Le porte scorrevoli esistono in varie dimensioni e materiali. Le più piccole misurano attorno ai 70 -80 -90 cm, fino ad arrivare alle porte doppie o triple che misurano sui 1,20 -2,40 metri. Ê molto comune utilizzare quest’ultime come divisorio tra sala da pranzo e cucina. Le porte scorrevoli possono essere realizzate a pannelli aperti, dove cioè lastre di vetro vengono inserite nel telaio, o a pannelli ciechi, senza aperture vetrate. Se i modelli correntemente in circolazioni non sono perfetti per le nostre esigenze, anche rivolgersi ad un professionista per averne una su misura, è una soluzione piuttosto pratica e sicuramente efficiente.
Porte a scorrimento esterno
A differenza di quelle a scomparsa che si inseriscono all’interno della parete diventando invisibili, le porte a scorrimento esterno scorrono su un binario orizzontale posto esattamente sopra il varco nella parete. Collocare questo tipo di porte è molto più semplice rispetto a quelle a scomparsa, in quanto non necessitano di un controtelaio.
Porte a soffietto
Le porte a soffietto, utilizzate in casa, ma soprattutto in studi e uffici, si aprono ripiegandosi su se stesse in varie sezioni. La praticità di queste porte sono conosciute da sempre. Sono state ritrovate porte a soffietto addirittura tra gli scavi di Pompei. Sono porte estremamente pratiche, raffinate e utili nel guadagnare spazio in modo facile e veloce. Allo stesso tempo sono in grado di arricchire in maniera artistica il nostro ambiente se scelte di buon design. I materiali maggiormente utilizzati sono il legno e il vetro, da scegliere a seconda della localizzazione dello stile dell’ambiente da arredare.

Comodi in casa con la pressoterapia

Molte persone che vorrebbero sottoporsi al trattamento di pressoterapia spesso non lo fanno per mancanza di tempo o voglia di recarsi presso un centro estetico o medico specializzato. Avere la possibilità di sottoporsi al trattamento sul divano di casa è certamente tutt’altra storia! Niente code, attese, appuntamenti, insomma niente stress e tutto beneficio!
Bisogna però informarsi e assicurarsi che si tratti di un trattamento agevole, sicuro e che apporti gli stessi risultati di una seduta presso un centro specializzato. In questo articolo esporremo considerazioni a questo riguardo, in modo che sia più facile scegliere quale sia la soluzione più adatta alle nostre esigenze.
L’opinione dei medici riguardo alla pressoterapia domiciliare
Le opinioni dei medici a riguardo dell’opzione di procedere al trattamento pressoterapico direttamente da casa sono numerose. Certamente recarsi in un centro specializzato offre il vantaggio di essere costantemente monitorati da persone competenti e professioniste, in grado di intervenire in caso di problemi che possono insorgere durante il trattamento. Molti quindi sono i medici che mettono in serio dubbio la sicurezza della pressoterapia domiciliare, in quanto, anche se in poca percentuale, esistono rischi e possibili gravi conseguenze al trattamento.
Se comunque preferiamo l’opzione casa, informarsi sul corretto funzionamento della macchina, su controindicazioni, modalità d’uso e compatibilità con il proprio organismo, riduce sicuramente l’insorgere di problemi. Tutte queste cose possono essere discusse con il nostro medico di fiducia.
I costi della pressoterapia fai da te
Altro importante aspetto da considerare è come sempre quello economico. Quanto costa la pressoterapia fai da te? I macchinari acquistati su internet non sono economici, ma per fare una valutazione è necessario il confronto con un ciclo di pressoterapia effettuato in un centro specializzato. Spesso in centri medici e estetici si incontrano valide offerte di promozioni e sconti, cosa che inciderebbe sull’eventuale alternativo acquisto del macchinario. Ovviamente la comodità di effettuare il ciclo di trattamenti in casa propria, senza vincoli di orario e prenotazioni è un risparmio che vale quanto quello economico!
I prezzi di un ciclo di pressoterapia in un centro specializzato variano a seconda della professionalità degli esperti e della aspettativa del paziente. Normalmente il costo di una seduta di pressoterapia si aggira intorno ai 50-60 €, e scende in caso si compri un pacchetto di 10 – 12 sedute.
I prezzi dei macchinari variano molto, a seconda del numero di programmi, potenza e marchio. I prezzi minimi si aggirano intorno ai 500 euro, per poi superare i due mila nei macchinari più sofisticati.

Gruppi dei seggiolini per auto

I seggiolini auto si dividono in categorie, in base alla loro funzione, all’età del bambino che li andrà ad utilizzare e al uso peso.
Gruppo 0: seggiolino chiamato la “navicella”, si tratta di un vero e proprio lettino che permette ai neonati che pesano tra i 0 e i 10 kg, ovvero nei primi 9 mesi di vita circa, di viaggiare sdraiato, comodo e possibilmente dormendo!
Gruppo 0+: questo seggiolino è chiamato l’ “ovetto” ed è pensato per bimbi che pesano da 0 a 13 Kg, che corrisponde più o meno al periodo che va dalla nascita fino ai 15 mesi. L’ovetto viene posizionato in senso contrario a quello di marcia, sul sedile anteriore se non è presente l’airbag e in questo caso sul sedile posteriore, possibilmente nel sedile di mezzo se ci sono le cinture.
Gruppo 1: i seggiolini che fanno parte di questo gruppo andranno posizionati rivolti verso il senso di marcia e sono adatti a bambini che pesano da 9 a 18 Kg, che corrisponde ad un’età che va dai 9-10 mesi ai 4-5 anni.
Gruppo 2: questi seggiolini sono quasi dei veri e propri sedili ma ancora dotati di supporto per la schiena e per le braccia. Sono adatti a bambini che pesano dai 15 ai 25 kg, in un’età compresa tra i 4 6 anni, che venendo rialzati potranno allacciarsi le cinture di sicurezza dell’auto.
Gruppo 3: questo seggiolino come il precedente ha la funzione di alzare il bambino con il fine di potergli allacciare le cinture di sicurezza dell’auto. Il seggiolino del gruppo 3 è pensato per bimbi che hanno dai 6 a 12 anni e che abbiano un peso che va dai 20-22 ai 36 kg.
Oltre a queste precise categorie, si potranno incontrare delle soluzione intermedie che raccolgono caratteristiche di diversi gruppi. Tutti questi seggiolini sono controllati e presentano una certificazione ECE, ottima scelta per chi non ha intenzione di comprare un seggiolino nuovo ogni volta che il proprio figlio aumenta di peso!
Come consiglia il sito www.seggioliniauto.org, al momento di acquistare un seggiolino è necessario prestare attenzione che siano presenti i seguenti elementi sull’etichetta: gruppo di appartenenza e peso sostenibile; la scritta UNIVERSALE, che accerta che il seggiolino sia adatto a tutti i tipi di auto; la sigla della nazione dove fu prodotto; sigle relative a test di sicurezza e omologazione secondo le leggi ECE R44-02 o ECE R44-03 della comunità europea.